Circolare n. 16
Pubblicato da: Mauro Guerrini
Lunedì - 28 Novembre 2016 8:56     News visitata:922     A+ | a-
Empoli, 26 novembre – Circolare n. 16 
Care socie e cari soci,
Vi ringraziamo per la partecipazione così numerosa e calorosa alle attività di questo primo anno di vita della Società Storica Empolese e vi invitiamo a rinnovare la quota tessera (20 euro) in occasione delle prossime conferenze o contattando il segretario all’indirizzo: segreteria@societastoricaempolese.it
Siete tutti invitati alle prossime iniziative della Società storica empolese, presso la sala delle Adunanze della Misericordia di Empoli (Via Cavour, 34 – 35):
- Venerdì 2 dicembre, ore 17:00: Leonardo Giovanni Terreni, L'uso del vetro a Empoli in età romana  (in allegato la locandina)
Numerosissimi sono i rinvenimenti archeologici di materiale vitreo di età romana nel centro storico, presenti in ogni area indagata. Il più importante rinvenimento di reperti vitrei fatto a Empoli, corrisponde a quello proveniente dallo scavo di piazza della Propositura. Lo scavo, realizzato tra il giugno del 1999 e il settembre del 2001 e condotto con metodo stratigrafico, ha rappresentato il primo esempio di ricerca archeologica di tipo preventivo realizzato a Empoli in sinergia tra il Comune, la Soprintendenza Archeologica e il Volontariato locale. Lo scavo di piazza della Propositura è stato fra i più complessi, sia per l’elevata concentrazione di emergenze archeologiche, sia per la molteplicità di manomissioni alle stesse che si sono succedute nelle varie epoche, sia infine per la limitata area su cui è stato eseguito l’intervento.  L’occasione è stata data dai lavori di ripavimentazione del centro storico che avrebbero interessato la stessa piazza, posta in uno dei luoghi topograficamente più interessanti di tutto il territorio empolese. E’ ubicata infatti su un leggero rilievo  su cui insiste il principale complesso monumentale religioso empolese: la chiesa Collegiata (già pieve di S. Andrea al Mercato), il Museo d’Arte Sacra ( già chiesa e poi battistero di S. Giovanni ), il Palazzo della Prepositura,  il chiostro, il teatro, etc., per un’area di circa 5500 mq di superficie. Tra le varie stratigrafie individuate e databili fin dal periodo ellenistico, è stata riconosciuta una domus romana di età imperiale con tre fasi di vita ben distinguibili. Dall’obliterazione di una di queste fasi, nello specifico in una canaletta di scolo volutamente riempita (UU.SS. 278-279-281), sono stati recuperati numerosissimi reperti vitrei, molti dei quali riconducibili a una tipologia di forme, sia aperte che chiuse, per l’uso alimentare, come piatti, scodelle, bottiglie, coppe per libagione, contenitori per confetture, ecc., con alcuni indicatori di produzione. Tutto ciò a dimostrare un elevato utilizzo del vetro nella mensa di questa domus, paragonabile, se non addirittura superiore a quello della ceramica tipologicamente corrispondente. Lo studio dei materiali ceramici compresenti e le analisi archeometriche fanno ipotizzare una datazione dei reperti vitrei entro la fine del II secolo.
- Venerdì  3 febbraio 2017, ore 17:00: Claudio Biscarini, I bombardamenti di Empoli nella strategia aerea alleata
Empoli e i territori vicini, sia nel 1943 che nel 1944, furono colpiti da più attacchi aerei da parte degli Alleati. Molto spesso si è accennato ai motivi militari che portarono gli angloamericani a progettare e organizzare questi bombardamenti ma senza entrare nel dettaglio, cosa che, invece, si cercherà di chiarire in questo incontro. La conferenza avrà anche una interessante parte iconografica da presentare al pubblico.
 
- Venerdì  3 marzo 2017, ore 17:00: Alessandro Naldi, Impori 1117-1119. La mancata abbazia a Cortenuova e il mancato incastellamento
Una semplice ma accurata lettura di uno dei documenti più importanti della storia cittadina e le recenti ricerche sulle strutture edilizie di Empoli nel XII secolo hanno consentito di scoprire due eccezionali realtà finora sfuggite e che apportano un autentico 'ribaltone' a quelli che sono stati i luoghi comuni, ritenuti basilari, per lo studio delle vicende sui primi secoli della pieve di Sant'Andrea e l'ipotetica fondazione guidinga del castello posto 1119.
 
- Venerdì  7 aprile 2017, ore 17:00:  Marco Frati, “necessario solo alla sicurtà”? Le mura di Empoli e i cantieri sangalleschi
Le mura quattrocentesche di Empoli non sono scomparse. Nonostante la frammentazione della proprietà e l'assorbimento nell'edilizia privata, è possibile rintracciarne forma e consistenza scoprire manufatti ancora intatti. Intrecciando i pionieristici studi di Vanna Arrighi (documenti) e di Mauro Ristori (architettura) e integrandoli con osservazioni archeologiche, si è ricostruita la storia del cantiere, isolando specifiche responsabilità, fra le quali quelle di Giuliano e Antonio da Sangallo. Il contributo si propone inoltre di analizzare alcune delle fortificazioni attribuite ai fratelli Giamberti sotto il profilo tecnico e costruttivo, applicando i principi e i metodi dell’archeologia dell’architettura. L’analisi tipologica degli elementi costruttivi caratterizzanti i cantieri militari a cavallo del 1500 aperti in Toscana o con la partecipazione documentata di Antonio il Vecchio e/o Giuliano da Sangallo mostra quanto frequenti siano nelle fortezze di transizione alcune soluzioni tipologiche, e come altre siano più rare e, quindi, veramente caratterizzanti. In particolare, sembrano assai significativi l’uso della copertura a volta emisferica nelle camere di volata, la posa verticale di conci lapidei di sutura nelle cortine, la chiusura delle bocche di volata con finestre e feritoie a doppio foro, l’applicazione del fuoco incrociato a difesa delle cortine e dei fianchi dei bastioni. Confrontando i diversi cantieri fra loro, le maggiori affinità sono ravvisabili fra quelli di Borgo San Sepolcro, Brolio, Empoli, Livorno, Poggio Imperiale e Sarzana, tutti attivi fra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento e – non a caso – documentatamente sovrintesi dai due fratelli da Sangallo. In particolare, il confronto è stringente fra le fabbriche del Poggio Imperiale e di Firenzuola, che presentano ciascuna delle soluzioni costruttive più significative e risultano sottoposti ad un’unica amministrazione. Approfondendo l’analisi, si sono individuati campioni omogenei di murature, individuandoli all’interno delle stratigrafie di alcuni cantieri, notando significative consonanze e differenze dal punto di vista esecutivo nell’impiego di particolari tessiture murarie e moduli laterizi a fronte di una generale noncuranza per le prescrizioni di legge.
Prosegue anche la ricerca di finanziamenti per la Società Storica Empolese e per il convegno sui Novecento anni dell'incastellamento della Comunità empolese (1119-2019), che si svolgerà nel marzo 2019, coordinato dal prof. Francesco Salvestrini dell'Università di Firenze.
Grazie ai nostri sostenitori visibili all'indirizzo: http://www.societastoricaempolese.it/sostenitori.html







 
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