Conferenza di Leonardo Giovanni Terreni
Pubblicato da: Erica Vecchio
Giovedì - 19 Aprile 2018 0:00     News visitata:304     A+ | a-

GINO TERRENI: “appunti biografici”

 

A cura di Leonardo Giovanni Terreni, figlio del maestro e presidente dell’Associazione Archivio Gino Terreni.

Gino Terreni, fortemente legato alla Corrente Espressionista, a cui ha dato una sua particolare connotazione originale, tutta toscana, nasce a Empoli il 13 settembre del 1925 e vi muore la sera del 28 novembre 2015, dopo breve malattia. Partigiano e Combattente per la Libertà (messo al muro due volte dai nazisti), Croce al Valor Militare, cittadino onorario dei comuni di Montaione, Abetone e Larciano, Accademico dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e della Accademia Tiberina, già Pontificia Accademia e Paiolante d’Onore nella Città di Firenze. Fu nominato Cavaliere della Repubblica dal Presidente Azeglio Ciampi per meriti artistici e civici. La regione Toscana lo ha giustamente definito “l’Artista della Memoria”. Ha lavorato in campo artistico per oltre settanta anni, producendo migliaia di opere realizzate in ogni tecnica e soggetto, lasciando oltre quattrocento opere pubbliche tra piazze, musei, chiese e palazzi storici, tra cui sette monumenti. Forte anche il segno che ha lasciato nei suoi lunghi anni d’insegnamento, soprattutto nelle scuole empolesi.

Leonardo Terreni presenterà alcuni appunti biografici tratti dal suo lavoro di stesura della biografia completa dell’artista, ancora in corso di completamento, privilegiando aneddoti e notizie per lo più inedite e poco conosciute anche ai tanti empolesi che lo hanno frequentato nei vari periodi della sua lunga vita. Vita trascorsa non solo a Empoli, ma anche per larga parte in molti luoghi della Toscana, dove ha lasciato segni indelebili della sua arte. Fatti della sua giovinezza, del periodo della guerra e della ricostruzione, fino ai giorni nostri. Saranno presentate immagini di opere pubbliche, soprattutto della nostra zona e in particolare, in anteprima, alcuni lavori che gli eredi hanno donato alla Comunità di Empoli.