Conferenza di Mariella Bulleri
Sabato - 12 Gennaio 2019 10:13     News visitata:87     A+ | a-

Conferenza di Mariella Bulleri

1899-2019: i primi 120 anni della "Vincenzo Chiarugi"

E' il 1630 quando comincia a diffondersi la peste in Toscana. A luglio si verificano i primi casi di morti per presunta peste a Firenze, ma in poco tempo la malattia arriva fino alla zona dell'Empolese-Valdelsa, dove si registrano gli ultimi decessi nel dicembre 1631.
In seguito all'epidemia, nel 1635 viene fondata a Empoli la “Compagnia della Buona Morte”, con fini e compiti di assistenza ai bisognosi, che prosegue la sua attività con il titolo di Confraternita di Misericordia dal 1775. Si tratta di un periodo storico di grande rilievo per la medicina toscana, in particolare per il ramo psichiatrico, in cui si distingue l'empolese Vincenzo Chiarugi.
Nel suo fondamentale lavoro Della pazzia in genere ed in specie.Trattato medico-analitico con una centuria di osservazioni (1793-94), Chiarugi considera le malattie mentali alla pari delle altre patologie e ritiene che le cure devono essere fornite in apposite strutture e non in luoghi di segregazione, come era avvenuto fino a quel momento: teorie che egli attuò assumendo la direzione dell'”Ospedale della carità per Dementi” di Bonifazio, a Firenze, aperto nel 1788 per volontà del Granduca della Toscana Pietro Leopoldo.
In memoria di una figura di così grande prestigio professionale e levatura morale, nel 1899 la Misericordia di Empoli decise di aprire un luogo di accoglienza per anziani, chiamandolo appunto “Vincenzo Chiarugi”.
Dopo aver cambiato più volte sede, anche in conseguenza degli eventi bellici che hanno segnato il Novecento, nel 1965 la Chiarugi trovò sede definitiva in Via Guido Monaco. Nel 2000, per volontà della Misericordia di Empoli, ha acquisito personalità di diritto privato, è stata iscritta al registro delle Onlus e costituita come Fondazione.
Oggi la Fondazione Vincenzo Chiarugi ospita più di cento residenti, perseguendo l'obiettivo di miglioramento della qualità della vita degli ospiti secondo gli insegnamenti del medico empolese da cui prende il nome, grazie ad una strategia basata sulla cura della persona nelle sue componenti fisiche, sociali, psicologiche e relazionali.


Introduce il Governatore della Misericordia di Empoli Pier Luigi Ciari
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