Autore: admin

!!!ATTENZIONE!!!! CONFERENZA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI – 1918-1921. UTOPIE, MOBILITAZIONI, CONFLITTI, VIOLENZA POLITICA

Roberto Bianchi

1918-1921. Utopie, mobilitazioni, conflitti, violenza politica

 

Dopo il primo conflitto mondiale, il Grande Dopoguerra si rivelò tanto grande e brutale quanto grande e totale era stata la Grande Guerra. Sullo sfondo di trasformazioni geopolitiche che avrebbero trasformato il volto del pianeta, mentre i conflitti militari proseguivano in Medio oriente e in ampie zone di Europa e Asia, anche in Italia emersero sulla scena pubblica nuovi progetti politici, inedite forme di mobilitazione sociale, speranze di un cambiamento generale che la guerra vittoriosa aveva alimentato.

L’Italia era riuscita a vincere contro l’Impero austro-ungarico, ma nelle trattative di pace i progetti di espansione delle élite dirigenti si scontrarono con quelli degli alleati vincitori; le forze politiche che avevano guidato il paese divennero oggetto di attacchi da parte dell’estremismo interventista e nazionalista. Al contempo, da una società oramai di massa si rivendicavano cittadinanza, diritti, lavoro; si chiedevano i “frutti della vittoria” e soprattutto quelli promessi dopo la disfatta di Caporetto. Lo Stato liberale non riuscì a guidare la trasformazione in corso e ne rimase travolto. La guerra aveva generato o rinnovato idee di patria diverse e antitetiche. Se tutti erano stati coinvolti nel conflitto con la mobilitazione totale, la guerra aveva approfondito le fratture sociali e creato contrapposizioni politiche difficilmente ricomponibili. Questa fu una delle tragedie della Vittoria: l’Italia del 1919 era un paese più diviso di quello del 1914.

Sotto il peso dei lutti e delle mutilazioni fisiche, oltre che economiche e sociali, lungo tutta la penisola aleggiava un clima da resa dei conti generale: contro chi si riteneva avesse causato la rotta dell’autunno 1917; contro quelli che avevano voluto e poi esaltato la guerra; contro coloro che non mantenevano le promesse già veicolate dalla propaganda; contro i governanti che a Parigi sembravano incapaci di affermare una nuova e più grande Italia. Questo, in un contesto segnato da disoccupazione, lento ritorno dei reduci, crisi economica e nuove miserie. La pace, insomma, non colmò le trincee interne scavate negli anni precedenti.

In sede storica si usa dire che il 1919 fu l’anno dell’ingresso delle masse sulla scena. In realtà, era stata la guerra a collocare forzatamente le masse in un ruolo decisivo per la vittoria o per l’elaborazione del lutto, ma poi questo ruolo si modificò ed ebbe un’influenza rilevante sugli sviluppi del cosiddetto “biennio rosso” del 1919-1920, segnato dall’irruzione, più che dall’ingresso, delle masse sulla scena pubblica internazionale. Un biennio che in Italia non fu solo rosso, bensì multiforme e multicolore, che si colloca all’interno di uno straordinario ciclo di mobilitazioni popolari che si era aperto nel 1917 e che si chiuse con le elezioni amministrative dell’autunno 1920, che rinnovarono molte amministrazioni comunali e provinciali, aprendo la strada a una possibile democratizzazione del paese e a desiderate riforme sociali. In quello snodo prese corpo e forza il fascismo, un fenomeno nuovo generato dalla guerra e dall’interventismo, da culture politiche che radicavano in ideologie presenti in Europa da tempo e rafforzato dalla crisi del dopoguerra. Azioni di tipo squadrista si erano già verificate nel corso della guerra; tra 1920 e 1921 i Fasci di combattimento dettero corpo a quella brutalizzazione della vita politica italiana tanto discussa in sede storica.

Lo squadrismo dei neri non sorse come reazione meccanica indotta dalle azioni dei rossi, non venne generato dal massimalismo “diciannovista”. Fu un fenomeno complesso dotato di storia e di ragioni sue proprie, ovvero di motivi che vanno indagati e contestualizzati per essere compresi, che ebbero un loro peculiare percorso di sviluppo fino al salto di qualità avvenuto tra l’intervento, la guerra e il lungo dopoguerra.

A partire da questi temi, l’incontro sarà un’occasione per riflettere sul rapporto tra storia generale e vicende locali, perché la storia della Toscana tra Prima guerra mondiale e fascismo rappresenta un caso di studio di notevole interesse, che da sempre richiama l’attenzione degli studiosi e continua ad essere oggetto di polemica politica. Nel marzo 1921, dopo la “battaglia di Firenze” e i tragici “fatti di Empoli”, gli spazi pubblici toscani erano di fatto controllati dal fascismo e da Blocchi dell’ordine, molti mesi prima della marcia su Roma che nell’autunno 1922 avrebbe portato Mussolini al governo.

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Venerdì 7 febbraio 2020 alle ore 17:00

   presso la sala delle Adunanze della Misericordia di Empoli

(Via Cavour, 34 – 35)

si terrà la conferenza di Paolo Santini

Cosimo I de’ Medici e la politica delle acque nella terra d’Empoli

(1550-1583)

Arno Vecchio: la storia di una grande trasformazione territoriale

 

Se nella zona di Arno vecchio verdeggia ancora il pampano e svetta l’olmo, per dirla con le parole di Vincenzo Chiarugi certamente il merito è della grande opera di bonifica effettuata nella seconda metà del Cinquecento con il taglio del meandro del fiume voluto da Cosimo I per costituire, attraverso una lenta ma incisiva operazione di colmata la fattoria granducale della Tinaia, una proprietà che occupava gran parte delle terre a confine con Montelupo dove i Medici possedevano già le ville dell’Ambrogiana e di Sammontana. Trampolino di lancio per il Montalbano, situato proprio lì davanti, con i suoi boschi e la sua selvaggina. Dalla seconda metà degli anni cinquanta del Cinquecento e fino almeno al 1583 si susseguono incessanti comandate di uomini e animali, e “divieti per la zona”, che dal “taglio di Limite a La Tinaia a Cortenuova”, diventava proprietà medicea e vietata alla popolazione, progressivamente messa a coltura e appoderata secondo uno schema geometrico di fossi di scolo con la realizzazione di una nuova strada “lungo il letto vecchio d’Arno”. Un lavoro pubblico grandioso che andava a realizzare una fattoria fino allora inesistente e sarebbe divenuta di proprietà principesca. Artefice di questa operazione, il Duca Cosimo I de’ Medici e i suoi fidi ingegneri. Girolamo di Pace, ingegnere al servizio di Cosimo I e per lungo tempo impegnato nel lavoro a fianco della magistratura dei capitani di parte guelfa, (magistratura con competenze di controllo e gestione sulle costruzioni militari, sulla viabilità e sulla regimazione fluviale nel territorio del Ducato), almeno dal marzo del 1550 fino al 29 ottobre 1562, giorno in cui morì, nel 1545 compie una serie di sopralluoghi sul corso del fiume risalendolo da Pisa fino a Signa, e compilando una relazione molto dettagliata sui luoghi osservati e sugli eventuali lavori da proporre. Le indicazioni del di Pace furono uno dei fattori determinanti alla base della decisione di Cosimo I sulla realizzazione del taglio di Arno Vecchio e la conseguente realizzazione della fattoria medicea della Tinaia.

Venerdì 7 febbraio 2020 racconteremo la storia avventurosa di questa grande opera.

 

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6 dicembre 2019 – CARLO BATTISTI LINGUISTA E BIBLIOTECARIO STUDI E TESTIMONIANZE

Venerdì 6 dicembre 2019

alle ore 17:00 presso il Cenacolo degli Agostiniani di Empoli

Tutta la cittadinanza è invitata alla presentazione del volume

 Carlo Battisti linguista e bibliotecario. Studi e testimonianze

parlano

Mauro Guerrini, Università degli Studi di Firenze 

Alessandro Parenti, Università degli Studi di Trento

Fabrizio Leonardelli, Biblioteca comunale di Trento

Introduce Giulia Terreni, assessore alla Cultura del Comune di Empoli

Carlo Battisti (Trento 1882-Empoli 1977) è stato uno dei maggiori linguisti italiani ed è entrato nella storia del cinema come protagonista del film Umberto D. di Vittorio De Sica. La sua lunga e intensissima attività fu per larghi tratti divisa fra la linguistica e la biblioteconomia, fin dagli esordi all’Università di Vienna. A Firenze Battisti ha insegnato Storia comparata delle lingue romanze e Biblioteconomia e Bibliografia alla Scuola per bibliotecari e archivisti paleografi, di cui fu anche direttore.

Durante l’incontro sarà proiettato il documentario di Carlo Battisti Il Catinaccio, recentemente restaurato da Silvio Celli

 

Battisti_locandina

 

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Battisti_Carlo_Mauro_Guerrini_nov_2019

8 novembre 2019 – EMPOLI URBANISTICA E IMPRENDITORIA STRATEGIE PER UNO SVILUPPO DEL BENESSERE

Siete tutte e tutti invitate e invitati venerdì 8 novembre alle ore 17:00 presso la sala delle Adunanze della Misericordia di Empoli per la conferenza EMPOLI URBANISTICA E IMPRENDITORIA. STRATEGIE PER UNO SVILUPPO DEL BENESSERE.

Relatori:

Vincenzo Mollica

Architetto e fotografo, lettore, scrittore, commentatore, appassionato di temi urbani.

Chiara Chiari

Laureata in Pianificazione Territoriale della Città e del Territorio. Specializzazione in Benessere e Felicità Urbana.

Elena Valori

Architetto con specializzazione in riqualificazione energetica e modellazione 3D. Copywriting per blog di architettura.

 
 
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4 ottobre 2019 – Giovanni Matteoli e Dario Parrini discutono con Carlo Baccetti

Venerdì 4 ottobre 2019, alle ore 17:00 presso la sala delle Adunanze della Misericordia di Empoli (Via Cavour, 34 – 35)

Giovanni Matteoli e Dario Parrini
discutono con Carlo Baccetti sulla

Storia politica di Empoli nel Secondo dopoguerra

Introduce Giulia Terreni, assessore alla cultura del Comune di Empoli

La conferenza ci porta a ragionare su un passaggio decisivo della storia politica di Empoli nel Secondo dopoguerra: il rapporto tra movimenti e governo locale, visto dal banco di prova della politica culturale. I nuovi soggetti sociali comparsi dopo il ’68 riuscirono a stimolare l’agire dei Comuni? Quali furono le risposte del sistema politico locale alle esigenze della società civile? La politica culturale viene assunta come caso esemplare della capacità delle amministrazioni locali di recepire la domanda di nuovi valori “postmaterialistici” che settori di società, giovani soprattutto, rivolgevano alla politica.

 

6 settembre 2019 – Verrocchio, il Maestro di Leonardo da Vinci

Venerdì 6 settembre 2019, alle ore 17:00

presso la sala delle Adunanze della Misericordia di Empoli (Via Cavour, 34 – 35)

 si terrà la conferenza di Andrea De Marchi

 Verrocchio, il Maestro di Leonardo da Vinci 

La mostra Verrocchio, il maestro di Leonardo presenta per la prima volta a Palazzo Strozzi, con una sezione speciale al Museo Nazionale del Bargello, straordinari capolavori di Andrea del Verrocchio, a confronto serrato con opere capitali di precursori, artisti a lui contemporanei e discepoli, come Desiderio da Settignano, Domenico del Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Bartolomeo della Gatta, Lorenzo di Credi e Leonardo da Vinci.

Nel 2019 si celebra il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo, il suo più grande allievo, e l’esposizione di Palazzo Strozzi e del Museo Nazionale del Bargello si offre come uno dei più importanti eventi a livello internazionale nell’ambito delle celebrazioni leonardiane.

 

 

 

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